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L’assioma fondamentale della Naturopatia suggerisce che il terapista ha il compito di aiutare la Natura a portare a compimento la sua innata forza di guarigione.
Il naturopata  utilizza modalità naturali, non invasive, prive di effetti collaterali e nella relazione tra utente e professionista dovrebbe esprimere una elevata  capacità di ascolto e responsabilizzazione del paziente nel processo di cura.
Secondo la visione della terapia olistica il trattamento è inteso come riequilibrio del sistema bioenergetico alterato, attraverso un percorso che prende in considerazione il portatore del disagio nella sua unicità e globalità psicosomatica e lo accompagna verso una maggiore consapevolezza.

Attualmente siamo di fronte ad un fenomeno contraddittorio e preoccupante dal punto di vista della salute: molte malattie sono state debellate e l’età media si è notevolmente elevata nei paesi economicamente sviluppati, ma lo stato di malessere generale aumenta e ci si ammala sempre di più.
Le malattie che maggiormente affliggono noi occidentali sono quelle croniche e degenerative, verso le quali i farmaci di sintesi, concepiti per svolgere un’azione prevalentemente sintomatica, nulla possono, oppure le malattie che richiedono uno spazio d’azione psicologico, ma che vengono invece trattate con psicofarmaci.

L’approccio delle discipline non-convenzionali e tradizionali è diverso da quello della medicina ufficiale a partire dall’impianto teorico di base: l’uomo non è visto come una complessa macchina che richiede interventi specifici sul singolo pezzo o funzione, ma come un’unità complessa ma inseparabile, che vive il proprio ritmo biologico e “psicosomatico” grazie ad una complessa rete di scambi interni e con l’ambiente esterno. L’alterazione di questo terreno porta ad uno squilibrio bioenergetico che si manifesta come sintomo spiacevole.
Noi possiamo scegliere due strade: o ascoltare questo campanello d’allarme e decidere di prevenire un eventuale aggravamento riportando il sistema all’equilibrio, oppure sopprimere il sintomo e andare avanti come se niente fosse, in attesa che il campanello risuoni il suo allarme altrove, più forte (attendere cioè una malattia più grave).
Il campo elettivo della Naturopatia è quello della prevenzione, della armonizzazione dei flussi bioenergetici, della risoluzione dei disturbi che tendono alla cronicità.
Il campo elettivo della medicina convenzionale moderna è quello della cura di malattie gravi, dell’intervento sintomatico, del trattamento dei disturbi acuti.
Le due strade si possono intersecare e non si escludono a vicenda, dipende dalla situazione e dal momento.

 

 

         

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